FAQ


FAQ

La temperatura consigliata è di 20°C. Consideriamo che ad ogni grado in più corrisponde un maggior consumo di circa il 5%.

Gli impianti di riscaldamento più diffusi sono quelli con radiatori e vengono progettati per una temperatura di 80° C riferendosi alla temperatura più rigida prevista per singola zona climatica. Ma se vogliamo risparmiare e contemporaneamente aumentare il comfort degli ambienti riscaldati dobbiamo giocare al ribasso. Facciamo un esempio: I’ impianto si trova a Torino ( Zona climatica E ) e per ottenere una temperatura ambiente di 20° C con una temperatura esterna di 0° C potrò regolare la temperatura di caldaia a 60° C. Quando invece la temperatura esterna sarà di +6° C per ottenere i 20° C in ambiente saranno sufficienti 45° o 50° C alla temperatura di caldaia.

Non tutti sanno che, nei periodi non particolarmente freddi, mantenendo la temperatura di mandata dei radiatori al di sotto dei 60°C è possibile risparmiare fino al 4% del consumo di gas su base annua. Questo consente, inoltre, di eliminare le antiestetiche “strisce nere” che tendono a formarsi sopra i radiatori, causate dalla combustione di particelle di polvere. Per un buon comfort climatico, la temperatura che si consiglia di impostare è di 20°C circa, ma in alcuni ambienti è possibile ridurla fino a 19-18°C (per esempio nelle stanze da letto) senza compromettere il comfort: ogni grado centigrado in meno equivale alla riduzione di oltre il 5% dei consumi.

Senza dubbio bisogna prima conoscere il grado di isolamento degli ambienti che riscaldo, quindi se necessario intervenire aumentando il grado di isolamento ( serramenti con doppi vetri, isolare pareti perimetrali o adiacenti a locali con temperature più basse). Regolare con fasce orarie il periodo giornaliero di riscaldamento a temperature più basse durante la notte o in nostra assenza. Dotare i termosifoni di valvole termostatiche per ottenere temperature diverse a seconda dell’ambiente riscaldato . Per un buon comfort climatico, la temperatura che si consiglia di impostare è di 20°C circa, ma in alcuni ambienti è possibile ridurla fino a 19-18°C (per esempio nelle stanze da letto) senza compromettere il comfort: ogni grado centigrado in meno equivale alla riduzione di oltre il 5% dei consumi.

Il caldo ed il freddo sono una cosa molto soggettiva ma per dare un riferimento la temperatura può essere regolata intorno ai 45°C in modo da dover aggiungere acqua fredda in quantità limita e non superare i 55° C per non favorire le precipitazioni di calcare evitando almeno in parte le incrostazioni degli scambiatori.

In realtà non c’è un periodo più adatto, in quanto la caldaia con produzione di acqua calda viene utilizzata tutto l’anno, ma possono esserci delle indicazioni per ricevere un servizio più flessibile nei mesi estivi meno oberati dalle urgenze per guasti. Anche se in molti credono che far eseguire la manutenzione della caldaia a Settembre – Ottobre poco prima della stagione invernale gli garantisca una migliore performance stagionale, in realtà è sufficiente un controllo con periodicità annuale anche se viene eseguito nei mesi di maggio – giugno- luglio – agosto Infatti fissare un appuntamento con un tecnico nei mesi estivi sarà più semplice e ridurrà le attese in quanto non essendoci pressioni per guasti urgenti si possono fissare gli appuntamenti con orari più precisi.

La manutenzione ordinaria deve essere eseguita secondo le indicazioni del produttore della caldaia, indicazioni integrate dall’installatore in base al tipo di impianto e la sua periodicità dipende dalle ore giornaliere di funzionamento della caldaia. Per i generici impianti domestici è buona norma effettuare un controllo del generatore almeno una volta all’anno. Gli organi predisposti per il controllo richiedono la registrazione dei risultati della manutenzione presso appositi archivi con una periodicità massima, da 2 a 4 anni, che varia da Regione a Regione, in base al tipo di impianto e dalla data di installazione.

Stipulare un abbonamento di manutenzione programmata per il proprio impianto di riscaldamento a Parma è sicuramente una soluzione comoda per garantirsi una serie di servizi volti a mantenerlo in efficienza e sicurezza. La gestione degli impianti in abbonamento vi consente inoltre di non dimenticare le scadenze per obblighi di legge quali apposizione del bollino verde, registrazione ed aggiornamento del catasto impianti ( per la provincia di PARMA CIT). Per tutto questo ci abbiamo pensato noi formulando diversi tipi di abbonamento per soddisfare le esigenze di ogni nostro cliente.

Ai sensi del comma 5 dell’art. 7 del DPR 74/2013 : Gli impianti termici per la climatizzazione o produzione di acqua calda sanitaria devono essere muniti di un “Libretto di impianto per la climatizzazione”. In caso di trasferimento a qualsiasi titolo dell’immobile o dell’unità immobiliare i libretti di impianto devono essere consegnati all’avente causa, debitamente aggiornati, con gli eventuali allegati. Per approfondire clicca qui

• Nuovo Catasto Edilizio Urbano: i dati possono essere reperiti dal responsabile consultando: l’atto di acquisto o di locazione; la dichiarazione dei redditi; il bollettino TASI o TARES facendo una visura on-line, sul sito dell’ Agenzia delle Entrate • POD (Point of delivery) dell’energia elettrica: dal contattore dell’energia elettrica premendo 2 volte il pulsante grigio dalla bolletta • PDR (Punto di riconsegna) del gas naturale dalla bolletta
I controlli preliminari che bisogna eseguire sono: verificare che la caldaia sia alimentata elettricamente verificare che i rubinetti del gas ( quelli gialli) siano in posizione di aperto verificare che la pressione dell’acqua nell’impianto sia tra 1 bar ed 1,5 bar e se troppo bassa ripristinate utilizzando il rubinetto di carico. Ad operazione avvenuta assicurarsi che il rubinetto sia ben chiuso. verificare che la caldaia non dia qualche segnale di blocco, consultare il libretto d’uso ed eventualmente sbloccare facendo il reset. Eseguiti questi controlli potrete essere più precisi nella descrizione del guasto per fissare la visita di un tecnico.

Gli scaldabagni unifamiliari non sono soggetti alle verifiche periodiche del rendimento di combustione (prova fumi).

In ogni caso è bene periodicamente farli pulire, ed in questa occasione il tecnico è tenuto ad eseguire i controlli sulle sicurezze per verificarne la presenza e il loro corretto funzionamento garantendo così un utilizzo sicuro.

Senza dubbio il fatto che l’impianto sia stato eseguito da un installatore qualificato che abbia rilasciato la dichiarazione di conformità; ma soprattutto che periodicamente un tecnico verifichi le sicurezze principali:

tenuta delle tubazioni gas aerazione e ventilazione dei locali evacuazione dei fumi senza riflussi in ambiente efficienza delle sicurezze a bordo caldaia o scaldabagno.
Le caldaie a condensazione sono costruite per riuscire ad utilizzare il calore contenuto nel vapore della combustione, che invece nelle caldaie convenzionali viene totalmente sprecato e si perde all’esterno attraverso la canna fumaria. Il recupero di tale calore viene realizzato facendo appunto condensare il vapore in questione, che passando allo stato liquido libera calore che viene “catturato” dallo scambiatore della caldaia. Tutto il calore così recuperato si converte in una maggiore efficienza energetica che a sua volta si traduce in una consistente risparmio. Inoltre le caldaie a condensazione producono percentuali di monossidi di azoto al di sotto dei 70 mg/Kw e rientrano nella categoria meno inquinante (4 stelle)

Una risposta univoca purtroppo non esiste perché dipende da molti fattori. Gli apparecchi a condensazione sono favoriti nel condensare il vapore acqueo presente nei fumi se la temperatura dell’acqua di riscaldamento rimane al di sotto dei 50° C ed anno quindi le migliori prestazioni su impianti a bassa temperatura installati su strutture ben coibentate con bassi coefficienti di dispersione e possono raggiungere rendimenti di combustione del 105% 109%. Abbinando invece una caldaia a condensazione su di un impianto a termosifoni il risparmio si riduce ma c’è e per ottenere i massimi risultati possibili bisognerà intervenire per abbassare quanto più possibile le temperature di esercizio. Per far questo si possono installare sui termosifoni delle valvole termostatiche e dotare la caldaia di una centralina con sonda esterna che ottimizzerà le temperature dell’acqua di riscaldamento in base alle condizioni climatiche del momento e aumentando le ore di funzionamento dell’impianto. Ovviamente i massimi risultati si otterranno nei mesi autunnali e primaverili mentre si ridurranno drasticamente nei mesi più freddi.

In pratica gli unici casi in cui l’installazione di una caldaia a condensazione risulta inutile per l’aumento dell’efficienza energetica è quando l’abitazione in cui si vorrebbe installarla presenta un isolamento termico scadente, in particolare se il clima della zona è rigido.

L’acqua condensata dai fumi ha un valore di Ph acido e per impianti di piccola potenza inferiori ai 35 KW è consentito convogliarli negli scarichi delle acque nere o reflue domestiche: quelle con gli scarichi dei sanitari contenenti liquami e detersivi che con Ph basico possono neutralizzare l’acidità delle condense.

Per potenze superiori o scarichi che non garantiscano la presenza di saponi è obbligatorio oltre che consigliato trattare le condense con un neutralizzatore.